Un pallone che rotola su un campo improvvisato a Buenos Aires. Una corsa al parco a Melbourne. Un palazzetto a Toronto dove si parla italiano tra un time-out e l'altro. Sono milioni le storie di sport che gli italiani vivono ogni giorno lontano dall'Italia, ma nessuno le ha mai raccontate tutte insieme. Fino a oggi.
Nasce con questo obiettivo "La Fune Azzurra – Lo sport italiano nei cinque continenti", il progetto di ricerca promosso dal MEI – Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana e dalla Fondazione Migrantes, realizzato con i fondi dell'8xmille CEI. Per la prima volta, una ricerca si propone di mappare e investigare lo sport italiano all'estero a livello globale: dai grandi club storici alle società amatoriali, dalle nuove generazioni di emigrati alle scuole e associazioni che tengono vivo il legame con l'Italia attraverso la pratica sportiva.
Come spiega Davide Valeri, sociologo che da anni collabora con Uisp proprio su queste tematiche e che in questo progetto cura la ricerca dedicata ai giovani immigrati in Italia, "il progetto si pone l'obiettivo di analizzare da una prospettiva storica e sociologica come lo sport influisce nelle vite delle persone e lo fa unendo le varie ramificazioni dello sport", mettendo in relazione le esperienze degli italiani all'estero con quelle delle persone immigrate che oggi vivono nel nostro Paese.
Uisp è fra le associazioni che hanno aderito e collaborano al progetto. Fin dalla sua nascita l'associazione promuove lo sport come strumento di inclusione sociale e cittadinanza: sostenere questa ricerca significa contribuire a raccontare, con dati e storie, ciò che vediamo ogni giorno sui campi: lo sport unisce, ovunque nel mondo. Grazie ai tanti progetti per promuovere la multiculturalità in Italia e all'estero, abbiamo sperimentato come per chi cresce lontano dal proprio Paese lo sport sia uno spazio dove costruire amicizie, sentirsi parte di una comunità, prendersi cura di sé e ricostruire la propria vita in un paese nuovo con lingue e leggi a volte completamente differenti dal proprio luogo di origine. Soprattutto, lo sport è un luogo dove stare bene, dove a volte per la prima volta non ci si sente discriminati ed esclusi, ma parte di una "famiglia" (come spesso vengono descritti i gruppi sportivi).
Non solo una mappa: una ricerca sull'inclusione
"La Fune Azzurra" non si limita a censire campi e campionati. Come spiega Valeri: "il progetto ha il merito di unire varie anime, dando la possibilità per la prima volta in Italia di indagare lo sport nella prospettiva storica, sociologica e legata ai diritti che riguardano come sempre anche lo sport." Un elemento di grande originalità è lo sguardo incrociato: la ricerca metterà a confronto le esperienze dei giovani italiani che vivono all'estero con quelle dei giovani recentemente immigrati in Italia. Il sociologo sottolinea che la ricerca analizzerà "qual è oggi la condizione dello sport italiano per queste persone, come in qualche modo lo sport influisce sulla vita di queste persone", affrontando temi come "la dimensione del diritto a cittadinanza", "le barriere economiche" e il modo in cui "lo sport presenti oggi delle componenti di inclusione o di esclusione o anche di episodi discriminatori".
Tutti possono partecipare portando le proprie storie
La ricerca si basa su tre questionari, ciascuno rivolto a un pubblico diverso. Bastano pochi minuti per compilarli.
Sei italiano/a all'estero, o genitore di un minore che vive all'estero? Racconta come e dove fai sport nel mondo e il ruolo che ha nel tuo benessere e nella tua vita sociale: www.museomei.it/it/sociologico
Rappresenti un club, un'associazione o una scuola italiana all'estero? Entra nella rete globale delle realtà che condividono la passione per lo sport e il legame con l'Italia, e valorizza il vostro ruolo nell'accogliere la nuova emigrazione italiana: www.museomei.it/it/storico-ita
Sei un giovane recentemente immigrato in Italia (massimo 30 anni)? Le tue risposte aiuteranno a capire come lo sport favorisce l'inclusione e come si incontrano culture e identità diverse sui campi di gioco: www.museomei.it/it/sport-italiano-nei-cinque-continenti
Il MEI: un museo partecipato che racconta l'Italia in movimento
A promuovere il progetto è un'istituzione nata proprio per custodire e raccontare le storie degli italiani nel mondo. Istituito il 3 dicembre 2008 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana ha dal 2018 la sua sede a Genova, presso la Commenda di San Giovanni di Pré.
Il MEI (www.museomei.it) propone al pubblico le storie di vita dei protagonisti dell'emigrazione: autobiografie, diari, lettere, fotografie e giornali, digitalizzati e restituiti al visitatore attraverso postazioni multimediali, installazioni immersive e ricostruzioni attoriali. Un lavoro di studio e ricerca costruito insieme a studiosi, enti, archivi e musei internazionali, oltre ai musei italiani che da anni affrontano i temi migratori in chiave regionale.